Aggiornato: 17 ottobre 2026 · Ritik Verma, Founder, 7SEA Marketing
Per aprire un negozio online in Italia servono otto passi: scegliere cosa vendere e verificare che ci sia domanda, aprire la partita IVA con il codice ATECO del prodotto, scegliere la piattaforma, preparare il catalogo, attivare i metodi di pagamento che gli italiani usano, organizzare spedizioni e resi, pubblicare le pagine legali obbligatorie e, infine, portare i primi clienti. Una piattaforma come Shopify parte da 19 € al mese (fatturazione annuale, IVA esclusa), ma il costo vero del primo anno dipende soprattutto da contributi INPS, marketing e tempo.
Perché aprire un negozio online in Italia nel 2026: i numeri
| Indicatore | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Acquisti online degli italiani (B2c), 2026 | 66,6 miliardi € (+6%), di cui 42,6 di prodotti | Osservatorio eCommerce B2c Netcomm–PoliMi, maggio 2026 |
| Consumatori digitali | 35 milioni (età media 48 anni) | Netcomm NetRetail 2026 |
| Italiani 16–74 anni che hanno comprato online nell'ultimo anno | 56,2% (UE 73,6%) | Eurostat, dati 2025 |
| Imprese con 10+ addetti che vendono online | 20,1% (UE 23,6%) | ISTAT / Eurostat, dicembre 2025 |
| Peso dell'online sugli acquisti di prodotti | 11,5% | Osservatorio eCommerce B2c, maggio 2026 |
Il quadro è chiaro: il mercato è grande e cresce, ma l'Italia è ancora indietro rispetto all'Europa, sia tra i consumatori sia tra le imprese. Per chi apre oggi, significa clienti che stanno ancora arrivando online e concorrenti meno strutturati che in altri paesi.
Le categorie che valgono di più online in Italia nel 2026 sono informatica ed elettronica (9,5 miliardi €), abbigliamento (6,6 miliardi), food & grocery (5,1), arredamento (4,9) e beauty & pharma (3,6, +8%).
Passo 1: scegli cosa vendere e verifica la domanda
Prima del sito, il prodotto. Tre verifiche che puoi fare gratis o quasi:
- La gente lo cerca? Controlla i volumi di ricerca in italiano (Google Trends, Keyword Planner di Google Ads o strumenti come Semrush) per il prodotto e le sue varianti.
- Chi lo vende già? Cerca su Google e su Amazon: se trovi solo marketplace e grandi catene, ti serve un elemento di differenza (nicchia, qualità, servizio, storia).
- Il margine regge la pubblicità? Calcola quanto ti resta per ogni vendita dopo costo del prodotto, spedizione e commissioni. Con un margine del 40% la pubblicità deve rendere almeno 2,5 volte quanto costa solo per andare in pari. → ROAS e ROAS di pareggio
Un consiglio pratico: parti con un catalogo piccolo e curato. Venti prodotti con foto e descrizioni ottime vendono più di duecento schede fatte in fretta.
Passo 2: partita IVA, codice ATECO e adempimenti
Vendere online in modo abituale è un'attività d'impresa, quindi serve la partita IVA, a prescindere dall'importo delle vendite. In sintesi:
- Partita IVA con il codice ATECO del prodotto che vendi: dal 1° aprile 2025, con ATECO 2025, il commercio online si classifica come il commercio al dettaglio della stessa categoria (ad esempio 47.71.10 per l'abbigliamento per adulti). Il vecchio 47.91.10 oggi indica un'altra attività.
- Registro delle imprese e INPS gestione commercianti (contributi fissi 2026: 4.611,64 € l'anno, riducibili del 35% in regime forfettario).
- SCIA al SUAP del Comune per la vendita a distanza.
- Fatturazione elettronica e registro dei corrispettivi.
- Per molti la scelta è il regime forfettario: fino a 85.000 € di ricavi, imposta al 15% (5% per i primi cinque anni con i requisiti).
La guida completa: Serve la partita IVA per vendere online? Regole, codice ATECO e costi
Le informazioni fiscali di questa guida sono generali e non sostituiscono la consulenza di un commercialista.
Passo 3: scegli dove vendere: sito proprio, marketplace o entrambi
Le imprese italiane usano i marketplace molto più della media europea: tra quelle che vendono online, il 65,1% usa un marketplace (UE 45,0%) e il 73,0% vende con un proprio sito o app (UE 85,7%). Anche i consumatori sono abituati ai marketplace: Amazon è il più usato dal 90% degli e-shopper italiani (DHL, 2025).
| Marketplace (Amazon, eBay, ecc.) | Negozio online proprio | |
|---|---|---|
| Traffico | Già presente | Lo devi portare tu |
| Commissioni | Su ogni vendita, stabilite dal marketplace | Solo pagamenti e piattaforma |
| Dati dei clienti | Del marketplace | Tuoi (email, riacquisti, fidelizzazione) |
| Brand | Il cliente ricorda il marketplace | Il cliente ricorda te |
| Controllo | Regole e prezzi dettati dalla piattaforma | Pieno |
Molti brand fanno entrambe le cose: il marketplace per farsi trovare, il sito proprio per costruire margine e clienti fedeli.
Per il sito proprio, le opzioni principali sono piattaforme in abbonamento come Shopify, che gestiscono hosting e sicurezza, e soluzioni open source come WooCommerce e PrestaShop, più flessibili ma da mantenere. → Migliori piattaforme e-commerce 2026: il confronto · Shopify: cos'è e come funziona
Passo 4: prepara il catalogo e le schede prodotto
La scheda prodotto è dove il cliente decide. Per il pubblico italiano conta soprattutto la fiducia:
- Foto vere e numerose: dettagli, misure, prodotto in uso.
- Descrizioni originali, non copiate dal fornitore: spiegano materiali, misure, compatibilità e a chi è adatto il prodotto.
- Prezzi IVA inclusa e costo di spedizione chiaro prima del checkout.
- Recensioni visibili: il 65% degli italiani legge le recensioni prima di comprare, ma il 63% teme quelle false (Altroconsumo, 2026). Meglio poche recensioni autentiche che tante sospette.
- Disponibilità e tempi di consegna scritti vicino al pulsante di acquisto.
Passo 5: attiva i pagamenti che gli italiani usano
Nel 2026 gli italiani pagano online soprattutto con wallet digitali come PayPal (33,9%), carta di credito (28,6%) e carte prepagate come PostePay (circa il 21%). Il pagamento a rate è raddoppiato, mentre il contrassegno è sceso all'1,2% già nel 2025.
Il minimo da offrire: carte (comprese le prepagate), PayPal, Apple Pay e Google Pay, più un'opzione di pagamento a rate per i prodotti di valore medio-alto.
Metodi di pagamento per e-commerce in Italia: quali offrire e quanto costano
Passo 6: organizza spedizioni e resi
Le spedizioni fanno vendere o perdere vendite:
- Più opzioni di consegna: il 21,9% degli acquisti online in Italia è consegnato fuori casa, tra punti di ritiro (12%), locker (5,4%) e ritiro in negozio (4,5%). Il 70,4% degli italiani è più propenso a comprare se trova più opzioni di consegna (Sendcloud, 2026).
- Costi chiari: in Italia l'8,8% di chi compra online ha trovato un costo finale più alto di quello mostrato, quasi il doppio della media UE (Eurostat, dati 2025). Indica la spedizione in scheda prodotto e nel carrello.
- Spedizione gratuita sopra una soglia, impostata un po' sopra il tuo valore medio d'ordine, per spingere carrelli più grandi. → AOV: come aumentare il valore medio dell'ordine
- Resi semplici: per legge il consumatore ha 14 giorni per recedere da un acquisto a distanza (art. 52 del Codice del Consumo) e la garanzia legale copre i difetti di conformità che emergono entro 2 anni dalla consegna. Una politica di reso chiara è anche un argomento di vendita.
Su Shopify puoi acquistare etichette Poste Italiane direttamente dal pannello per le spedizioni nazionali; per altri corrieri e per i punti di ritiro si usano app dedicate.
Passo 7: pubblica le pagine legali obbligatorie
Un negozio online rivolto ai consumatori italiani deve avere almeno:
- Dati dell'azienda ben visibili: nome, sede, email, numero REA e partita IVA (art. 7 D.Lgs. 70/2003), con la partita IVA in home page.
- Condizioni di vendita, con prezzi, spedizioni, pagamenti, garanzia legale e diritto di recesso di 14 giorni.
- Informativa privacy conforme al GDPR.
- Cookie banner conforme alle linee guida del Garante privacy (10 giugno 2021): chiudere il banner con la X equivale a non dare il consenso, lo scorrimento della pagina non vale come consenso, nessun cookie di profilazione prima del consenso, banner riproposto non prima di 6 mesi dopo un rifiuto e un link nel footer per cambiare le scelte.
Per i servizi Google, nei paesi europei serve anche Consent Mode v2 per continuare a misurare le conversioni pubblicitarie nel rispetto del consenso. → Consent Mode v2 su Shopify (in inglese)
Passo 8: lancia e porta i primi clienti
Un negozio online senza traffico è un negozio in una strada vuota. Prima di comprare un clic, sappi dove cercano gli italiani: prima di acquistare consultano in media quattro fonti, con in testa motori di ricerca (55,7%), sito del brand (50,3%), recensioni (50%) e comparatori di prezzo (40%) (NetRetail 2025).
I canali, nell'ordine in cui di solito conviene attivarli:
- Google Shopping e Google Ads sui prodotti e sul tuo nome: intercettano chi cerca già. → Quanto costa Google Ads per un e-commerce
- SEO: pagine categoria e schede prodotto ottimizzate, contenuti che rispondono alle domande dei clienti. Lavoro lento, ma il traffico non lo paghi. → SEO per e-commerce
- Meta (Facebook e Instagram) per far scoprire il prodotto a chi non lo stava cercando.
- Email marketing dal primo giorno: raccogli contatti con un incentivo e attiva le email automatiche (benvenuto, carrello abbandonato).
- Visibilità nelle risposte dell'AI: il 35,3% degli italiani usa già la ricerca generativa per decidere un acquisto (IAB Italia, 2026). → GEO: come farsi citare da ChatGPT e AI Overview
Quanto costa aprire un negozio online
| Voce | Ordine di grandezza |
|---|---|
| Piattaforma (Shopify Basic) | 19 € al mese con fatturazione annuale (27 € mensile), IVA esclusa |
| Commissioni sui pagamenti | ~1,9% + 0,25 € per pagamento con carta (Shopify Payments, Basic) |
| Tema | Gratuito, oppure da 100 $ a 500 $ una tantum |
| App | Da 0 € a qualche decina di euro al mese ciascuna |
| Contributi INPS commercianti (2026) | 4.611,64 € l'anno fissi (riducibili del 35% in regime forfettario) |
| Commercialista e fatturazione elettronica | Dipende dal professionista e dal software scelto |
| Marketing | La voce più variabile: decidila partendo dal ROAS di pareggio |
Il dettaglio, con tre scenari reali: Quanto costa Shopify nel 2026 · Quanto costa un sito e-commerce: preventivi e voci di costo
Si può aprire un negozio online gratis?
No, non nel senso di un'attività di vendita in regola. Esistono prove gratuite delle piattaforme e temi gratuiti, ma per vendere servono un piano a pagamento, la partita IVA con i relativi contributi e un minimo di investimento per far conoscere il negozio. Diffida delle offerte «e-commerce gratis»: di solito il costo arriva dopo, sotto forma di commissioni o vincoli.
A chi rivolgersi per aprire un negozio online
Dipende da quanto vuoi fare da solo:
- Fai da te su una piattaforma come Shopify: ideale per un catalogo semplice e un budget contenuto, se hai tempo da dedicare.
- Freelance: utile per configurazione del tema e interventi specifici.
- Agenzia: quando servono progetto, integrazioni (gestionale, fatturazione), migrazione da un altro sistema e un piano di marketing per crescere.
- Commercialista: in ogni caso, per partita IVA, regime fiscale e adempimenti.
Come scegliere senza sbagliare: Agenzia Shopify: quanto costa e come sceglierla
Gli errori più comuni di chi apre un negozio online
- Partire dal sito invece che dal prodotto e dal margine.
- Usare il codice ATECO sbagliato, copiato da guide non aggiornate ad ATECO 2025.
- Nascondere i costi di spedizione fino all'ultimo passaggio.
- Offrire solo il bonifico o solo la carta, ignorando PayPal e il pagamento a rate.
- Copiare le descrizioni del fornitore: nessun motivo per Google, né per il cliente, di scegliere te.
- Lanciare senza un piano di traffico: aspettarsi che i clienti arrivino da soli.
Domande frequenti
Come si apre un negozio online in Italia?
Si sceglie cosa vendere e si verifica la domanda, si apre la partita IVA con il codice ATECO del prodotto venduto, si sceglie la piattaforma, si prepara il catalogo, si attivano pagamenti e spedizioni, si pubblicano le pagine legali obbligatorie e si lancia il negozio con un piano per portare traffico.
Quanto costa aprire un negozio online?
La piattaforma può costare poco, ad esempio Shopify Basic a 19 € al mese con fatturazione annuale (IVA esclusa). Le voci più pesanti sono i contributi INPS della gestione commercianti (4.611,64 € fissi nel 2026, riducibili del 35% per i forfettari), le commissioni sui pagamenti e il budget di marketing.
Si può aprire un negozio online gratis?
No. Ci sono prove gratuite e temi gratuiti, ma per vendere in regola servono un piano a pagamento, la partita IVA con i relativi contributi e un investimento per far conoscere il negozio.
Serve la partita IVA per aprire un negozio online?
Sì, se vendi in modo abituale, qualunque sia l'importo. Dal 1° aprile 2025 il codice ATECO si sceglie in base al prodotto venduto (ATECO 2025): il vecchio 47.91.10 non indica più il commercio via internet.
Meglio vendere su Amazon o aprire un sito proprio?
Il marketplace porta traffico subito ma trattiene commissioni e i dati dei clienti; il sito proprio richiede di costruire il traffico ma lascia a te margine, dati e brand. Molte aziende usano entrambi: il marketplace per farsi trovare, il sito per fidelizzare.
Quali metodi di pagamento offrire in un negozio online italiano?
Carte di credito, debito e prepagate, PayPal, Apple Pay e Google Pay, e un'opzione di pagamento a rate. Nel 2026 i wallet digitali coprono il 33,9% degli acquisti online in Italia e la carta di credito il 28,6%.
A chi rivolgersi per aprire un negozio online?
Per la parte fiscale a un commercialista; per il negozio puoi fare da solo su una piattaforma come Shopify, affidarti a un freelance per interventi specifici o a un'agenzia se servono progetto, integrazioni e marketing.
Fonti
- Osservatori Digital Innovation PoliMi e Netcomm, eCommerce B2c 2026, 6 maggio 2026 — https://www.osservatori.net/comunicato/ecommerce-b2c/ecommerce-acquisti-online-crescita/
- Osservatori, eCommerce B2c di prodotto in Italia, 19 maggio 2026 — https://www.osservatori.net/comunicato/ecommerce-b2c/ecommerce-b2c-di-prodotto-in-italia/
- Netcomm, NetRetail 2026, 6 maggio 2026 — https://www.consorzionetcomm.it/lecommerce-b2c-in-italia-supera-i-666-miliardi-di-e-nel-2026-6-con-35-milioni-di-consumatori-digitali/
- Osservatori, NetRetail 2025 (touchpoint e pagamenti), aprile 2025 — https://www.osservatori.net/comunicato/ecommerce-b2c/ecommerce-b2c-in-italia-cresce-netcomm/
- Eurostat, acquisti online degli individui (isoc_ec_ib20), dati 2025 — https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_ec_ib20/default/table
- Eurostat, problemi negli acquisti online (isoc_ec_iprb21), dati 2025 — https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_ec_iprb21/default/table
- ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025, 15 dicembre 2025 — https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/
- GEL Proximity, consegne fuori casa 2026, 18 maggio 2026 — https://gelproximity.com/en/?p=4675
- Sendcloud, tendenze dei consumatori e-commerce 2026, 20 maggio 2026 — https://www.sendcloud.com/it/blog/tendenze-dei-consumatori-ecommerce/
- Altroconsumo via Punto Informatico, recensioni online, 5 marzo 2026 — https://www.punto-informatico.it/acquisti-recensioni-online/
- DHL, E-Commerce Trends Report 2025 – Italia — https://www.dhl.com/content/dam/dhl/local/global/dhl-ecommerce/documents/pdf/g0-ecs-insights-country-report-italy-2025.pdf
- IAB Italia, Search in Italy 2026, ripreso da PPC Land, 4 aprile 2026 — https://ppc.land/italys-search-habits-are-shifting-faster-than-brands-can-measure/
- Shopify Italia, Quanto costa un sito e-commerce, 23 settembre 2026 — https://www.shopify.com/it/blog/costo-di-un-sito-e-commerce
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021 — https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9677876
- Normattiva, Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) artt. 52 e 133; D.Lgs. 70/2003 art. 7 — https://www.normattiva.it/
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