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Serve la partita IVA per vendere online? Regole, codice ATECO e costi (2026)

Quando serve la partita IVA per vendere online in Italia e quale codice ATECO usare nel 2026

Aggiornato: 17 ottobre 2026 · Ritik Verma, Founder, 7SEA Marketing

Sì: per vendere online in modo abituale, cioè con un negozio online, acquistando o producendo beni per rivenderli, serve la partita IVA, qualunque sia l'importo delle vendite. Non serve solo per vendite davvero occasionali, come liberarsi di oggetti personali usati. Attenzione al codice ATECO: con la classificazione ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025, il codice 47.91.10 non indica più l'e-commerce. Oggi chi vende online usa il codice del commercio al dettaglio del prodotto che vende, come un negozio fisico dello stesso settore.

In sintesi Vendita abituale online = attività d'impresa: partita IVA, iscrizione al Registro delle imprese, INPS gestione commercianti, SCIA al Comune. ATECO 2025: dal 1° aprile 2025 il commercio al dettaglio si classifica per prodotto venduto, non per canale. Il 47.91.10 oggi significa «intermediazione per il commercio al dettaglio di articoli di seconda mano». Regime forfettario 2026: fino a 85.000 € di ricavi, coefficiente di redditività del 40% per il commercio, imposta del 15% (5% per i primi cinque anni, se hai i requisiti). INPS commercianti 2026: contributi fissi di 4.611,64 € l'anno sul reddito minimale; i forfettari possono chiedere la riduzione del 35%. Il "limite dei 5.000 €" non vale per la vendita di beni: è un mito molto diffuso.

Questo articolo è una guida informativa e non sostituisce la consulenza di un commercialista: le regole fiscali dipendono dalla tua situazione.

Quando serve la partita IVA per vendere online

Il criterio non è l'importo, ma il modo in cui vendi. La normativa fiscale considera attività d'impresa quella esercitata in modo abituale e organizzato. Un negozio online, per sua natura, è organizzato e continuativo.

Situazione Serve la partita IVA?
Vendi su Vinted o eBay vestiti e oggetti tuoi usati, ogni tanto No: non è un'attività commerciale
Hai aperto un negozio su Shopify, WooCommerce o simili Sì
Compri prodotti (anche in dropshipping) per rivenderli online Sì
Crei prodotti (artigianato, abbigliamento, cosmetici) e li vendi con continuità Sì
Vendi una volta, in modo isolato, un bene che non è un tuo oggetto personale Dipende: valuta con un commercialista

Per vendere su Shopify serve la partita IVA? Per aprire l'account no: puoi creare e configurare il negozio prima. Per iniziare a vendere in modo continuativo sì, perché è un'attività d'impresa a tutti gli effetti.

Il mito dei 5.000 € e il controllo delle piattaforme (DAC7)

Online circola spesso l'idea che si possa vendere senza partita IVA «fino a 5.000 € l'anno». Per la vendita di beni non è così. La soglia dei 5.000 € riguarda i contributi INPS sul lavoro autonomo occasionale, cioè prestazioni di servizi saltuarie: non autorizza a gestire un negozio online senza partita IVA.

Dal 2023 c'è anche un controllo in più. Con la direttiva europea DAC7, recepita in Italia con il D.Lgs. 32/2023, le piattaforme come Vinted, eBay o Etsy comunicano all'Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che in un anno superano 30 vendite oppure 2.000 € di incassi. Superare queste soglie non significa automaticamente dover aprire la partita IVA: è una comunicazione informativa. Ma rende visibile chi vende con continuità.

Il codice ATECO per l'e-commerce: cosa è cambiato con ATECO 2025

È il punto su cui si trovano più informazioni sbagliate, anche in guide aggiornate di recente.

Fino al 31 marzo 2025 chi vendeva online usava il codice 47.91.10, «Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet».

Dal 1° aprile 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO 2025 dell'ISTAT, allineata alla nomenclatura europea NACE. Il commercio al dettaglio si classifica in base a cosa vendi, non più al canale di vendita: i vecchi gruppi 47.8 (vendita ambulante) e 47.9 (vendita fuori dai negozi, internet compreso) sono stati soppressi con tutte le loro articolazioni. Un negozio online di abbigliamento e un negozio fisico di abbigliamento hanno oggi lo stesso codice.

Il numero 47.91.10 esiste ancora, ma con un significato completamente diverso:

Codice Significato fino al 31/03/2025 (ATECO 2007) Significato dal 01/04/2025 (ATECO 2025)
47.91.10 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet Attività di servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio non specializzato di articoli di seconda mano
47.91.20 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione Attività di servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio non specializzato di prodotti nuovi

Fonti: ISTAT, classificazione ATECO 2025 e nota metodologica (dicembre 2024); descrizioni dei codici verificate su codiceateco2025.it a ottobre 2026; Sky TG24, 1° aprile 2025.

Quale codice usare oggi: alcuni esempi

Cosa vendi online Codice ATECO 2025 Descrizione
Abbigliamento per adulti 47.71.10 Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento per adulti
Cosmetici e profumi 47.75.00 Commercio al dettaglio di cosmetici e di articoli di profumeria
Prodotti di categorie diverse Gruppo 47.12 (ad esempio 47.12.90) Commercio al dettaglio non specializzato, in base alla categoria prevalente

Descrizioni verificate su codiceateco2025.it, ottobre 2026. Per il tuo caso verifica il codice sul motore di ricerca ATECO dell'ISTAT o con il tuo commercialista.

Come trovare il tuo codice:

  • Individua la categoria prevalente dei prodotti che vendi.
  • Cerca il codice del commercio al dettaglio di quella categoria nella classificazione ATECO 2025 sul sito dell'ISTAT.
  • Se vendi all'ingrosso ad altre aziende, il codice è nella sezione 46 (commercio all'ingrosso).
  • Se non vendi tu, ma gestisci una piattaforma che mette in contatto venditori e acquirenti, la classificazione è diversa (intermediazione o servizi web): serve una valutazione specifica.

Hai già una partita IVA con il vecchio 47.91.10? Per le imprese iscritte al Registro delle imprese la riclassificazione è avvenuta d'ufficio dal 1° aprile 2025, senza dover presentare una dichiarazione di variazione. Ma secondo le Camere di commercio solo in circa due casi su tre c'è una corrispondenza diretta tra vecchio e nuovo codice: controlla la visura e, se il codice assegnato non descrive ciò che vendi, chiedi la correzione.

Cosa serve per aprire un e-commerce in regola

Adempimento A cosa serve Dove
Apertura della partita IVA Identifica la tua attività ai fini fiscali Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 per le persone fisiche) o tramite ComUnica
Iscrizione al Registro delle imprese Obbligatoria per le imprese commerciali, comprese le ditte individuali Camera di commercio, con la Comunicazione Unica (ComUnica)
Iscrizione INPS gestione commercianti Contributi previdenziali del titolare INPS, contestualmente alla ComUnica
SCIA per il commercio elettronico Segnala al Comune l'avvio della vendita a distanza SUAP del Comune in cui hai sede
Fatturazione elettronica Obbligatoria per tutte le partite IVA, forfettari compresi Sistema di Interscambio (SDI), tramite un software o un'app

Riferimenti: art. 35 DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni e partita IVA sulla home page del sito); art. 68 D.Lgs. 59/2010 (SCIA per le vendite per corrispondenza o con altri sistemi di comunicazione); art. 1 D.Lgs. 127/2015 (fattura elettronica, estesa a tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024).

Per il commercio elettronico di beni fisici (detto «indiretto»: ordini online, consegna con corriere) valgono regole specifiche:

  • Niente scontrino né ricevuta per le vendite ai consumatori, e niente invio telematico dei corrispettivi: l'Agenzia delle Entrate assimila il commercio elettronico indiretto alle vendite per corrispondenza (Risposta n. 198/2019). Restano da annotare i corrispettivi nel registro previsto dall'art. 24 del DPR 633/1972.
  • Fattura solo se richiesta dal cliente privato entro il momento della vendita (art. 22 DPR 633/1972); in quel caso va comunque emessa elettronicamente via SDI, con una copia per il cliente. Sempre obbligatoria, ed elettronica, se il cliente è un'azienda con partita IVA.
  • Vendite ad altri paesi UE: fino a 10.000 € l'anno di vendite a distanza verso consumatori di altri paesi UE (soglia complessiva europea) applichi l'IVA italiana; oltre, l'IVA del paese del cliente, gestibile con il regime OSS.

Su Shopify la fatturazione elettronica non è integrata: si usa un'app o un collegamento con il software di fatturazione. Il checkout italiano ha i campi facoltativi Codice Fiscale e PEC; per raccogliere partita IVA e Codice Destinatario serve un'app (o Shopify Plus). Quanto costa Shopify nel 2026

Regime forfettario per l'e-commerce: come funziona nel 2026

La maggior parte di chi apre un e-commerce come ditta individuale sceglie il regime forfettario. I numeri chiave per il 2026:

Elemento Valore 2026
Limite di ricavi 85.000 € l'anno (confermato dalla Legge di Bilancio 2026)
Superamento tra 85.000 e 100.000 € Esci dal regime dall'anno successivo
Superamento di 100.000 € Esci dal regime subito, nell'anno stesso
Coefficiente di redditività per il commercio 40% (tassi sul 40% dei ricavi)
Imposta sostitutiva 15%, oppure 5% per i primi cinque anni di nuova attività se hai i requisiti
IVA Non addebiti l'IVA in fattura

Fonti: Legge 30 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026); disciplina del regime forfettario (L. 190/2014).

Esempio indicativo. Con 30.000 € di ricavi in un anno, il reddito imponibile è il 40%, cioè 12.000 €. Da questo si deducono i contributi INPS versati. Con l'aliquota del 5% e i contributi fissi pieni (4.611,64 €), l'imposta è circa 369 €: (12.000 − 4.611,64) × 5%. I contributi, invece, pesano molto di più dell'imposta. Il calcolo reale dipende dalla tua situazione: è proprio il tipo di conto da fare con un commercialista prima di aprire.

Quanto costa aprire la partita IVA per un e-commerce

  • Apertura della partita IVA: gratuita all'Agenzia delle Entrate.
  • Camera di commercio: diritti di segreteria per l'iscrizione e diritto annuale.
  • INPS gestione commercianti: è la voce più importante. Per il 2026 il reddito minimale è 18.808 € e i contributi fissi sono 4.611,64 € l'anno, in quattro rate (circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026). Sul reddito oltre il minimale si paga in percentuale (24,48% per i commercianti). Chi è in regime forfettario può chiedere la riduzione dei contributi del 35%.
  • Commercialista: non obbligatorio, ma per un e-commerce, tra registro dei corrispettivi, fatture elettroniche e dichiarazioni, quasi sempre conveniente.
  • Software di fatturazione elettronica: necessario per emettere e ricevere fatture via SDI.

Se stai valutando l'idea, metti questi costi fissi nel tuo piano insieme a quelli della piattaforma. → Quanto costa un sito e-commerce nel 2026

Si può aprire un e-commerce senza partita IVA?

Puoi costruirlo senza partita IVA: scegliere la piattaforma, caricare i prodotti, preparare foto e testi. Non puoi gestirlo come attività di vendita continuativa senza aprirla.

Le alternative legittime per chi vuole prima provare:

  • Vendere oggetti personali usati sulle piattaforme di seconda mano: non è attività commerciale.
  • Testare la domanda senza vendere: pagina di presentazione, lista d'attesa, preordini raccolti solo dopo aver aperto la partita IVA.
  • Appoggiarsi a una realtà già in regola, ad esempio vendere tramite un'azienda esistente con un accordo commerciale.

Il percorso completo, dalla scelta del prodotto al lancio: Come aprire un negozio online in Italia

Domande frequenti

Serve la partita IVA per vendere online?

Sì, se vendi in modo abituale, ad esempio con un negozio online o comprando prodotti per rivenderli, indipendentemente dall'importo. Non serve per vendite occasionali di oggetti personali usati.

Si può vendere online senza partita IVA fino a 5.000 €?

No, per la vendita di beni non esiste una soglia di 5.000 € sotto cui si può operare senza partita IVA. Quel limite riguarda i contributi INPS sul lavoro autonomo occasionale, non il commercio. Conta l'abitualità dell'attività, non l'importo.

Qual è il codice ATECO per l'e-commerce nel 2026?

Con ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025, non esiste più un codice unico per la vendita via internet: si usa il codice del commercio al dettaglio del prodotto venduto, ad esempio 47.71.10 per l'abbigliamento per adulti o 47.75.00 per cosmetici e profumeria.

Il codice 47.91.10 è ancora valido per l'e-commerce?

No. Il numero esiste ancora, ma dal 1° aprile 2025 indica le «attività di servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio non specializzato di articoli di seconda mano». Per un e-commerce che vende i propri prodotti non è il codice corretto.

Per vendere su Shopify serve la partita IVA?

Per aprire l'account e costruire il negozio no. Per vendere in modo continuativo sì, perché gestire un negozio online è un'attività d'impresa.

Quanto costa aprire una partita IVA per un e-commerce?

L'apertura all'Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi veri sono i contributi INPS della gestione commercianti (4.611,64 € fissi l'anno nel 2026, riducibili del 35% in regime forfettario), il diritto annuale della Camera di commercio, il software di fatturazione elettronica e, di solito, il commercialista.

Cosa succede se vendo su Vinted o eBay?

Se vendi oggetti personali usati, non è attività commerciale. In base alla normativa DAC7, però, le piattaforme comunicano all'Agenzia delle Entrate i dati di chi supera 30 vendite oppure 2.000 € di incassi in un anno.

Fonti

  • ISTAT, Classificazione delle attività economiche ATECO 2025 — https://www.istat.it/classificazione/ateco-2025/
  • Sky TG24, Ateco 2025, scatta la nuova classificazione delle attività economiche, 1° aprile 2025 — https://tg24.sky.it/economia/2025/04/01/codice-ateco-2025-nuova-classificazione-istat
  • codiceateco2025.it, schede dei codici 47.91.10, 47.91.20, 47.71.10, 47.75.00 (consultate a ottobre 2026) — https://codiceateco2025.it/47.91.10
  • Camera di commercio di Genova, Imprese attive per settore secondo le due classificazioni ATECO 2007 e 2025 — https://www.ge.camcom.gov.it/it/gestisci/statistica-studi-e-informazione-economica-1/focustudi/n-14-2026/imprese-attive-per-settore-secondo-le-due-classificazioni-ateco-2007-e-2025.pdf
  • INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 (contributi artigiani e commercianti), sintesi su DottrinaLavoro — https://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-gestioni-artigiani-e-commercianti-i-contributi-per-il-2026
  • Legge 30 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026), regime forfettario — sintesi su Diritto.it — https://www.diritto.it/?p=244528
  • D.Lgs. 1° marzo 2023, n. 32 (recepimento DAC7) — sintesi su InformazioneFiscale — https://www.informazionefiscale.it/Vendite-online-comunicazione-redditi-Agenzia-delle-Entrate-Dac7-scadenza-2024
  • ISTAT, ATECO 2025 – Nota metodologica, dicembre 2024 — https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/Nota-metodologica-1.pdf
  • Agenzia delle Entrate, Risposta n. 198/2019 (commercio elettronico indiretto) — https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/1534633/Risposta+n.+198_2019.pdf/ba860ccb-9b6d-c360-d3a4-84ef3256e308
  • Normattiva, DPR 633/1972 artt. 4, 22, 35; D.Lgs. 59/2010 art. 68; D.Lgs. 127/2015 art. 1; L. 190/2014 commi 54–89 — https://www.normattiva.it/
  • Shopify.dev, campi localizzati del checkout per l'Italia (Codice Fiscale, PEC) — https://shopify.dev/docs/api/admin-graphql/2026-10/enums/LocalizedFieldKey
  • Fiscozen, Codice ATECO vendita prodotti online (SCIA per il commercio online, coefficiente 40%), agosto 2026 — https://www.fiscozen.it/guide/codice-ateco-vendita-prodotti-online/

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Ritik Verma, Founder e Managing Director di 7SEA Marketing

Ritik Verma

Founder e Managing Director, 7SEA Marketing™

Ritik ha fondato 7SEA nel 2020 e rivede ancora ogni scope prima che venga inviato. Qui scrive delle parti della gestione di un'agenzia ecommerce che nessuno pubblica.